Arazzi

Gli arazzi sono manufatti prodotti con un solo sistema di ordito di colore neutro e con numerosissime trame policrome. I filati sono solitamente grossi e di lana, ma per arazzi più preziosi si è usato seta, oro e argento. Quanto più è sottile e fitto l'ordito, che determina la grana, tanto più è lenta la lavorazione, elevato il costo e pittorica la resa.
Nel secolo xv sono documentati anche a Venezia laboratori di arazzi gestiti da maestranze francesi e fiamminghe "ambulanti".

Arazzi della Passione (1408 - 1427)
Questi arazzi in lana, la più antica testimonianza di un ciclo tessuto su un modello realizzato da un pittore italiano, Nicolò di Pietro, sono attribuiti alla manifattura di Arras, cui viene affidata la loro esecuzione in un atelier organizzato a Venezia.
Il racconto della Passione di Gesù, raffigurato nei dieci quadri, segue canoni composti e austeri di influenza germanica, intenzionalmente sintetici e purificati degli aspetti più crudi della sofferenza di Cristo, e risente del rituale plurisecolare delle rappresentazioni sacre e di alcune scene musive presenti in basilica.
Le dimensioni dei quattro panni (due di cinque e due di sette metri di lunghezza), appaiono funzionali alla destinazione originaria, il presbiterio di San Marco.

Immagine raffigurante l'arazzo con l'ultima cena

Ultima cena
Arazzi della Passione



Immagine raffigurante l'arazzo Gesù davanti a Pilato

Gesù davanti a Pilato
Arazzi della Passione




Immagine raffigurante l'arazzo con la Crocifissione

Crocifissione
Arazzi della Passione



Immagine raffigurante l'arazzo con la Resurrezione

Resurrezione
Arazzi della Passione




Immagine raffigurante l'arazzo con le pie donne al sepolcro> 
<p>Pie donne al sepolcro<br>
Arazzi della Passione</p>
    </div>
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    <br>
    <p>Arazzi del cardinale Zen (1484 - 1501)<br>
      Pochi frammenti restano dei trentadue arazzi >lasciati in eredità 
      dal cardinale Giovanni Battista Zen alla sua morte avvenuta nel 1501. 
      Unico a ottenere il privilegio di sepoltura in basilica (non più concessa 
      dal 1354 neppure ai dogi), nell'omonima cappella appositamente costruita. 
      Il cardinale, nato a Venezia nel 1439 e insignito di alte cariche, vive 
      a lungo sotto la protezione di Alessandro VI, a Roma dove si fa edificare 
      un palazzo accanto a San Pietro e dove potrebbe aver acquistato o commissionato 
      gli arazzi.<br>
      I frammenti di arazzi di manifattura fiamminga sono una piccola parte della 
      preziosa eredità del cardinale Giovanni Battista Zen (1439-1501), tuttavia 
      sufficiente a valutare la straordinaria qualità di queste opere. Tra questi 
      il più importante e di maggiori dimensioni è il Corteo trionfale di un 
      imperatore, che, su un carro tirato da cavalli bianchi, è incoronato 
      da una figura di vittoria alata. <br>
      La prova della sua appartenenza alla raccolta Zen è lostemma del cardinale, 
      parzialmente visibile in alto a destra.<br>
      Tra le altre porzioni di arazzi, sistemate in collages casuali, risulta 
      notevole la raffigurazione di un gruppo di oranti, vestiti secondo le fogge 
      d'oltralpe della seconda metà del Quattrocento. La resa dura dei volti fa 
      pensare a opera di arazziere francese. <br>
      Per il soggetto cavalleresco e per lo stile nordico, questo ciclo di arazzi, 
      mai esposto in basilica, troverà sistemazione in vari monasteri locali. 
      </p>

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Immagine raffigurante l'arazzo con il corteo trionfale di un imperatore

Arazzi del cardinale Zen
corteo trionfale di un imperatore



Immagine raffigurante un particolare dell'arazzo con il corteo trionfale di un imperatore

Arazzi del cardinale Zen
corteo trionfale di un imperatore, particolare




Arazzi con le storie di san Marco (1550 - 1551)
I quattro grandi arazzi marciani in sete policrome, oro e argento, destinati all'arredo del settore occidentale del presbiterio della basilica, dove erano il trono ducale e i seggi della Signoria, sono opera di Giovanni Rost, arazziere fiammingo al servizio dei Medici, sotto la direzione del proto Jacopo Sansovino.
Ognuno dei quattro arazzi, due molto grandi e due più piccoli, è incentrato su un avvenimento importante dell'agiografia marciana, che si svolge nella zona mediana e su altri minori ai lati e sullo sfondo. L'identificazione del santo è facilitata dai capelli scuri e ricci e dai colori delle vesti (tunica rossa e manto blu) con cui è reso. Raffigurano episodi della vita di san Marco, ambientati ad Alessandria d'Egitto: la guarigione miracolosa del calzolaio Aniano; il battesimo di Aniano, divenuto discepolo di Marco; la liberazione di un indemoniato e il martirio di san Marco.
Giovanni Rost firma l'arazzo con il martirio di san Marco: un arrosto allo spiedo sotto le lettere F F, separate da un giglio coronato, ad indicare la città in cui i manufatti vengono realizzati (Fatti a Firenze); al di sotto la data 1551.

Immagine raffigurante un particolare dell'arazzo con San Marco che battezza la famiglia di Aniano

Arazzi con le Storie di San Marco
San Marco battezza la famiglia di Aniano, particolare



Immagine raffigurante un particolare dell'arazzo con il martirio di San Marco

Arazzi con le Storie di San Marco
Martirio di San Marco