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Gli arazzi sono manufatti prodotti con un solo sistema di ordito di colore
neutro e con numerosissime trame policrome. I filati sono solitamente grossi
e di lana, ma per arazzi più preziosi si è usato seta, oro e argento. Quanto
più è sottile e fitto l'ordito, che determina la grana, tanto più è lenta
la lavorazione, elevato il costo e pittorica la resa.
Nel secolo xv sono documentati anche a Venezia laboratori di arazzi
gestiti da maestranze francesi e fiamminghe "ambulanti".
Arazzi della Passione (1408 - 1427)
Questi arazzi in lana, la più antica testimonianza di un ciclo tessuto su
un modello realizzato da un pittore italiano, Nicolò di Pietro, sono
attribuiti alla manifattura di Arras, cui viene affidata la loro esecuzione
in un atelier organizzato a Venezia.
Il racconto della Passione di Gesù, raffigurato nei dieci quadri,
segue canoni composti e austeri di influenza germanica, intenzionalmente
sintetici e purificati degli aspetti più crudi della sofferenza di Cristo,
e risente del rituale plurisecolare delle rappresentazioni sacre e di alcune
scene musive presenti in basilica.
Le dimensioni dei quattro panni (due di cinque e due di sette metri
di lunghezza), appaiono funzionali alla destinazione originaria, il presbiterio
di San Marco.
Ultima cena
Arazzi della Passione
Gesù davanti a Pilato
Arazzi della Passione
Crocifissione
Arazzi della Passione
Resurrezione
Arazzi della Passione
Arazzi del cardinale Zen
corteo trionfale di un imperatore
Arazzi del cardinale Zen
corteo trionfale di un imperatore, particolare
Arazzi con le storie di san Marco (1550 - 1551)
I quattro grandi arazzi marciani in sete policrome, oro e argento, destinati
all'arredo del settore occidentale del presbiterio della basilica, dove
erano il trono ducale e i seggi della Signoria, sono opera di Giovanni Rost,
arazziere fiammingo al servizio dei Medici, sotto la direzione del proto
Jacopo Sansovino.
Ognuno dei quattro arazzi, due molto grandi e due più piccoli, è incentrato
su un avvenimento importante dell'agiografia marciana, che si svolge nella
zona mediana e su altri minori ai lati e sullo sfondo. L'identificazione
del santo è facilitata dai capelli scuri e ricci e dai colori delle vesti
(tunica rossa e manto blu) con cui è reso. Raffigurano episodi della vita
di san Marco, ambientati ad Alessandria d'Egitto: la guarigione miracolosa
del calzolaio Aniano; il battesimo di Aniano, divenuto discepolo di Marco;
la liberazione di un indemoniato e il martirio di san Marco.
Giovanni Rost firma l'arazzo con il martirio di san Marco: un arrosto allo
spiedo sotto le lettere F F, separate da un giglio coronato, ad indicare
la città in cui i manufatti vengono realizzati (Fatti a Firenze); al di
sotto la data 1551.
Arazzi con le Storie di San Marco
San Marco battezza la famiglia di Aniano, particolare
Arazzi con le Storie di San Marco
Martirio di San Marco