Il Contrabbasso Gasparo da Salò

Lo strumento è documento prezioso della secolare tradizione musicale della cappella dogale. Opera del liutaio bresciano Gasparo Bertolotti detto da Salò (1542-1609). Intorno al 1791, la Procuratia di San Marco lo acquista e lo dona al migliore contrabbassista della propria cappella, divenuto uno dei più famosi del mondo, Domenico Carlo Maria Dragonetti (1763-1846), che legherà indissolubilmente il proprio nome a questo strumento.

Veneziano di nascita (10 aprile 1763), egli viene soprannominato "il Paganini del contrabbasso" per il virtuosismo con cui suona il suo Gasparo da Salò, successivamente ribattezzato in suo onore "il Dragonetti". Le sue esecuzioni a San Marco, dove ricopre la carica di primo contrabbasso dell'orchestra fin dal 1787, e quelle saltuarie in teatri, chiese e palazzi di Venezia, gli procurano ben presto una fama eccezionale e proposte di lavoro molto allettanti soprattutto dall'estero.

Domenico Dragonetti e il suo Gasparo da Salò formano una eccezionale simbiosi che stupisce il mondo musicale di allora. In questo connubio, ha sicuramente una parte di fondamentale importanza la vigorosa ed estrosa personalità del maestro veneziano, unita alla cosiddetta "mano mostro" di cui è dotato, ma nondimeno la particolare qualità del suono dello strumento deve aiutare non poco il virtuoso, specialmente nella zona dei registri acuti che tutti ricordano per la particolare dolcezza e bellezza.

Alla morte dell'artista, nel 1846, per sua volontà testamentaria, il celebre contrabbasso ritorna alla basilica di San Marco e da allora non se ne è più allontanato.

Immagine raffigurante il contrabbasso Gasparo da Salò

Contrabbasso Gasparo da Salò
Brescia, Gasparo Bertolotti detto da Salò
1580 circa