Il Museo nell'800

Il 12 maggio 1797 si conclude la millenaria storia della Repubblica Serenissima. La basilica di San Marco termina il ruolo di cappella ducale per diventare la nuova cattedrale di Venezia.
La Fabbriceria di San Marco si occuperà da questo momento in avanti della conservazione del monumento bisognoso di numerose opere di consolidamento della struttura architettonica e degli elementi decorativi. Nei responsabili della Fabbriceria e nel clero più consapevole matura un nuovo atteggiamento nei confronti dei preziosi resti dell'antico Tesoro, temporaneamente ancora conservati nei locali della Zecca. Si vuole riportarli nella storica stanza, situata tra la chiesa e il Palazzo Ducale per la quale si procede ad un restauro per rendere l'ambiente più luminoso, più asciutto e più funzionale alla sistemazione degli oggetti preziosi.
La volontà dei nuovi responsabili della chiesa di San Marco è di rivisitare le testimonianze rimaste della millenaria storia della basilica per offrire al pubblico interessato la possibilità di ammirare gli antichi e preziosi oggetti del Tesoro sottratti alla dispersione.

Dopo cinquant'anni circa Pietro Saccardo, fabbriciere dal 1861 e proto di San Marco dal 1887 definirà il progetto di un museo della basilica in cui ordinare ed esporre al pubblico le opere d'arte che avevano fatto parte dei preziosi arredi della chiesa ducale.
I locali vengono individuati nelle stanze sopra il nartece, nell'ala nord-ovest e riuniti in un'unica area.

Gli sforzi del Saccardo verranno però bruscamente interrotti dal crollo improvviso del campanile nel 1902, che porta all'azzeramento dei responsabili della Fabbriceria, mentre al proto vengono attribuite gravissime responsabilità. Nel nuovo secolo, inoltre, per San Marco si pongono ulteriori gravi problemi conservativi, mentre incalzano drammatici eventi che portano alla prima guerra mondiale.

Il Museo di San Marco, ideato da Pietro Saccardo, sarà aperto soltanto nel 1927 dal proto Luigi Marangoni.