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La pala feriale di Paolo Veneziano (1345) è un dipinto su tavola i cui quadri sono disposti su due registri. L'opera, che fungeva da copertura o custodia della Pala d'oro, è strettamente legata al nome di Andrea Dandolo (1307 circa - 1354), uno dei più importanti committenti di opere d'arte per la basilica e l'ultimo doge sepolto in San Marco. La pala fungeva da copertura o custodia della Pala d'oro, che veniva esposta ai fedeli soltanto nelle maggiori festività.
È considerata il capolavoro della pittura veneziana del XIV secolo,
in cui si mescolano elementi artistici orientali e altri occidentali.
Le grandi mezze figure nel registro superiore richiamano le iconostasi
greche o greco-veneziane, mentre il ciclo narrativo della vita di san Marco
e la sua "leggenda" veneziana presente nei sette riquadri del registro
inferiore è di concezione e stile occidentale.
Al di sopra, attorno al Cristo si dispongono, oltre alla Vergine e a san Giovanni
evangelista, i santi della devozione veneziana: san Teodoro e san Marco, a
sinistra, san Pietro e san Nicola, a destra.
Dei sette episodi che narrano le storie di san Marco e il suo legame
con Venezia, l'avvenimento centrale è il martirio del santo, che viene
a trovarsi sulla verticale della raffigurazione del Cristo. Con il martirio,
dunque, il santo viene associato direttamente alla sofferenza redentiva di
Gesù.
Paolo Veneziano e figli
Pala feriale
Venezia, 1345
La Vergine, particolare della Pala feriale
registro superiore
Cristo, particolare della Pala feriale
registro superiore
San Marco salva miracolosamente l'imbarcazione, particolare della Pala feriale
registro inferiore
L'apparizione di San Marco entro un pilastro della Chiesa, particolare della Pala feriale
registro inferiore