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San Vittore martire(1559) e Beato Pietro Acotanto, padre dei poveri (1766) provengono dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Nova e giungono in basilica di San Marco nel corso dell'Ottocento in momenti diversi. La coppia di pale d'altare devozionali in mosaico finora conservate separate vengono riunite nel Museo di San Marco dopo circa due secoli.
Più nota è la pala di San Vittore martire, patrono di una congregazione
di sacerdoti di Santa Maria Nova, affidata alla basilica di San Marco il
14 gennaio 1886.
Il mosaico mostra il santo martire a figura intera vestito da soldato romano
con armatura e calzari e con la palma del martirio nella destra entro un'architettura
classica, mentre alcuni sacerdoti in ginocchio ai suoi piedi lo venerano.
La pala è opera dei fratelli Francesco e Valerio Zuccato, i più famosi tra
i mosaicisti che operano in basilica nel corso del Cinquecento.
L'imponente pala di San Vittore martire ha una prima collocazione all'interno
della stanza del Tesoro sulla parete sud, affiancata dalle due colonne di
verde antico sormontate dalle figure trecentesche della Vergine e dell'angelo
Gabriele, un tempo nel presbiterio.
Il Beato Pietro Acotanto, padre dei poveri è presente in basilica da molto
prima anche se non ci sono dati precisi riguardo la data e le odalità
di ingresso tra i beni marciani.
L'austera figura maschile, che veste abiti patrizi, e tiene con la sinistra
un sacchetto e con la destra le monete da distribuire ai poveri che la circondano,
caratterizza iconograficamente, in modo inequivocabile, la tradizionale
immagine di Pietro Acotanto nei dipinti, nelle incisioni, nelle statue.
La pala è opera di Pietro Monaco, l'ultimo mosaicista di rilievo che opera
nei restauri dei mosaici marciani, sul finire del XVIII secolo.
Pala musiva
San Vittore martire
Mosaicisti: Francesco e Valerio Zuccato, 1559
Pala musiva
Beato Pietro Acotanto, padre dei poveri
Mosaicista:Pietro Monaco, 1765-1766