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L'arte serica veneziana è documentata nella sua forma più complessa commista a filati d'oro e d'argento fin dal 1098. Delle stoffe antiche, accumulatesi certamente nel corso dei secoli nella basilica marciana le milizie napoleoniche non hanno lasciato molto, fatta eccezione per qualche tessuto settecentesco, troppo recente per interessare: trafugando quelli più antichi, bruciando tutto ciò che risultava impreziosito di metalli nobili, da recuperare in fusione.
A rappresentare simbolicamente la ricchezza dell'antico sacro guardaroba marciano,
completa la rassegna tessile un paramento importante anche perché documentato:
si tratta della pianeta (completa degli accessori: stola, manipolo, borsa,
velo da calice) in teletta d'argento ricamata con oro e argento lamellari
e filati con un fitto intrico fitomorfo nel quale si riconoscono varie specie
botaniche.
Faceva parte di un paramento in terzo donato alla basilica di San Marco da
Pietro Ottoboni, papa con il nome di Alessandro VIII, tra il 1689 e il 1691.
Al centro in basso risalta lo stemma di papa Alessandro VIII culminante nella
tiara pontificia.
Il merletto (denominazione di origine veneziana, che deriva dagli elementi
architettonici, merli, posti a coronamento dei palazzi gotici fioriti) è un
manufatto costruito solo con ago e filo senza bisogno di alcun supporto tessile.
Il massimo virtuosismo in questa lavorazione è raggiunto tra la fine del XVII
secolo e gli inizi del successivo.
I merletti impreziosiscono con balza e polsini i camici usati per la liturgia
e profilano le tovaglie d'altare.
Merletto
XVIII secolo
Pianeta in teletta d'argento ricamata
1689