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Il gruppo in porfido dei Tetrarchi fin dal loro primo arrivo a Venezia
viene collocato nell'angolo sud-est della facciata sud della basilica, a
ridosso del muro del Tesoro.
Quattro figure sono vestite di corazza riccamente decorata e ricoperta
da una clamide, ampio mantello affibbiato sulla spalla destra; recano
dei bassi copricapi calati sulla fronte. La mano sinistra impugna la spada,
la destra di due dei personaggi č posata in un formale gesto di abbraccio
sulla spalla sinistra degli altri due. I volti solenni e il porfido, materiale
riservato nel mondo antico agli dei, all'imperatore e alla sua famiglia,
indicano nelle quattro figure dei personaggi imperiali.
La loro conservazione č buona, unica lacuna rilevante č la perdita del piede
sinistro con parte della caviglia della figura all'estremitā destra
del gruppo, reintegrato con un restauro in porfido rosato.
Intorno ad essi sono fiorite nel tempo numerose leggende. Il primo serio
tentativo di dare ai quattro personaggi una collocazione storica viene compiuto
nella prima metā dell'Ottocento: vengono riconosciuti in essi i protagonisti
della prima tetrarchia, istituita nel 293 da Diocleziano
e Massimiano come" augusti", Galerio e Costanzo Cloro come"
cesari".
Nel XX secolo la questione viene ancora ripresa e dibattuta: gli
studiosi concordano sull'identitā dei personaggi, riconoscendovi definitivamente
i Tetrarchi ma rimangono incertezze se vi siano rappresentati quelli della
prima tetrarchia o di quella instaurata nel 335, quando Costantino divide
I'lmpero tra i suoi tre figli.
La provenienza da Costantinopoli č invece certa. Nel 1965 gli scavi condotti da archeologi tedeschi e turchi portano alla luce a Costantinopoli, nei pressi dell'antica piazza del Philadelphion, ornata di statue in porfido, proprio il piede sinistro che mancava a una delle figure del gruppo veneziano. Stabilita la provenienza dei Tetrarchi da Costantinopoli, questa viene a sottolineare il significato di spolia trionfale del gruppo, nelle cui figure allacciate nel gesto di abbraccio fraterno i Veneziani riconoscevano un valore simbolico, a ricordo del legame di Venezia con Bisanzio, cittā conquistata militarmente, ma alla quale la Serenissima si sentiva unita da profondi legami culturali.
I Tetrarchi
porfido rosso egiziano